Che forma ha l’esame?
L’esame non è solo una data sul calendario, ma un mix esplosivo di ansia, aspettative, sogni, conferme , gratificazioni, paure. Per questo abbiamo sfidato i nostri studenti delle classi terze D ed E della Bacci-Ridolfi a fare un esercizio: personificare l’esame.
Gli studenti lavorando sulla composizione allegorica hanno trasformato una loro riflessione sull’argomento in un personaggio inserito in una scena simbolica. È stato un esercizio visivo creativo di libera interpretazione, per capire cosa si prova se si pensa a cosa sia un’esame: c’è chi lo vede come un inferno, chi come un trampolino verso la libertà.
I ragazzi non si sono limitati a scarabocchiare, ma hanno messo in campo le loro capacità tecnici con risultato di stili e tecniche variegate. Ogni lavoro è un pezzo di del loro mondo interiore: “Ecco come mi sento che sia l’esame, cosa penso e come lo so gestisco”.
Il lavoro non è iniziato sulla carta, ma nel pensiero. Ogni studente ha dovuto rispondere a domande :
Che forma ha l’esame? È un giudice severo, un mostro meccanico o un orizzonte luminoso?
Quali emozioni prevalgono? La pressione del tempo, la vertigine della scelta o la solidità della preparazione?
Dopo questa analisi, i ragazzi hanno personificato questi concetti in composizioni simboliche che uniscono padronanza tecnica e maturità emotiva.
“L’arte non riproduce ciò che è visibile, ma rende visibile ciò che non sempre lo è.” (Paul Klee)
Di seguito alcuni dei primi elaborati visionati.













